Per questo motivo si sente la necessità di sviluppare ulteriormente gli strumenti di misurazione della performance d’impresa. Oggi il lavoro e l’attività di analisti esterni possono essere messi sotto accusa; si può fare riferimento alla scarsa informazione generata in occasioni quali il noto fallimento della Lemahn Brothers.
Il presidente della “Dadong GlobalCredit Rating Co.” Guan Jian Zhong, spiega come il metodo della sua agenzia differisca da quello di Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s su diversi punti:
“Oltre alla questione ideologica, il secondo versante su cui ci differenziamo dai concorrenti è il GDP pro capita. Gli altri utilizzano questa misura come l’indicatore primario per valutare la forza economica di una nazione, mentre l’indice cinese preferisce concentrarsi sulle potenzialità di crescita. Il terzo criterio è quello dell’apertura del sistema economico e del sistema finanziario, che gli altri indici tengono parecchio in conto; ma il Dagong ritiene che paesi differenti abbiano status economici e finanziari diversi e che su questo non ci possa essere una visione unanime”.
Le tre agenzie Usa, inoltre, valutano molto positivamente l’indipendenza delle Banche centrali e ritengono che se la valuta locale sia adoperata come riserva questo elemento costituisca un fattore positivo per il debito sovrano, ma questa è una condizione che si applica a pochissime divise. Infine il miglior metodo di ripagamento del debito è rappresentato dalla capacità di creare nuovo benessere sociale.
Quando assegnano i rating, le agenzie applicano una scala alfanumerica per individuare le varie categorie di rischio di credito. Il rating sul debito di lungo periodo in valuta estera applicato da Standard & Poor’s varia da “AAA” (il più alto) a “CC” (il più basso), quello di Moody’s da “Aaa” a “C”.
Questi simboli sono soggetti a successive correzioni: S&P apporta un + o un – per mostrare la posizione relativa rispetto alla categoria di rating principale, mentre Moody’s utilizza i numeri “1”, “2” e “3” (ad esempio, “Aa1”).
S&P e Moody’s hanno anche aggiunto altre tipologie di valutazione del rischio di credito: “credit watch” e “outlook” per indicare la direzione del rating nel corso del tempo.
Un rating va in credit watch quando occorre un particolare evento in grado di creare i presupposti per una revisione del giudizio e rappresenta un segnale forte della possibilità di una variazione.
L’outlook, invece, può essere espresso come “positivo”, “stabile”, “negativo” e si riferisce a un periodo compreso tra sei mesi e due anni.
Il rating influisce molto anche sulle scelte di asset allocation degli investitori istituzionali di tutto il mondo (hedge funds, fondi comuni d’investimento, fondi pensione, fondi sovrani, …). E’ importante differenziare gli investimenti in base al livello speculativo: i rating che vanno da “AAA” a “BBB-“ sono investment grade, mentre quelli che vanno da “BB+” a “D” sono speculative grade. Molti investitori istituzionali, in particolare i fondi pensione, sono costretti a scegliere i titoli di debito in base alla rischiosità degli stessi. Titoli giudicati come speculative grade hanno minore facilità di accesso al mercato del debito, mentre un’eventuale promozione al livello d’investment grade aprirebbe le porte a una domanda più elevata e stabile nel tempo.
Le agenzie di rating valutano il merito di credito di uno Stato emittente (debito sovrano o sovereign debt) influenzando indirettamente la valuta dell’area economica oggetto del rating. I mercati reagiscono non solo a eventuali “upgrade” (promozioni) o “downgrade” (bocciature), ma anche ai credit watch, warning e revisioni dell’outlook sul debito sovrano.
Quando è scoppiata la crisi del debito sovrano europeo sul finire del 2009, poi denominata la crisi dei PIGS (per identificare alcuni stati periferici in crisi: Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna), gli investitori sono diventati molto sensibili alle comunicazioni delle agenzie di rating. Nei primi 3-5 mesi del 2010 l’euro è stato venduto a mani basse nei confronti delle majors spesso con perdite giornaliere molto alte. Il mercato ha reagito con minor violenza al taglio del rating sul debito sovrano di un singolo paese (come nel prossimo esempio).
Le reazioni più forti sono avvenute quando sono stati lanciati dei warning (allarmi) sul debito sovrano di alcuni paesi (creando i presupposti per attese di tagli ai rating) e quando sono state alimentate paure per un effetto-contagio ai sistemi finanziari di molti paesi europei.
E’ accaduto che in una sola giornata il cambio euro/yen abbia perso fino al 9% del suo valore. In questi casi, infatti, gli investitori si rifugiano in valute percepite come meno rischiose (o anche valute rifugio), come il dollaro americano, lo yen e il franco svizzero.
Fonti: AgiChina; Forex Debito Sovrano e Rating.
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