Le caratteristiche principali dell’attività di rating sono:
· Esame della singola emissione di valore mobiliare: le agenzie non attribuiscono una votazione alla società emittente, ma solo al singolo titolo; questo perché la stessa società può emettere diversi titoli con diverse garanzie che a loro volta possono modificare l’assetto economico-patrimoniale della stessa.
· Possibilità di rerating: anche dopo la concessione del finanziamento, mantengono in continua osservazione l’emissione già collocavate al fine di poter rivedere il giudizio di merito in ogni momento.
· Valutazione su richiesta: l’attribuzione del rating può essere richiesta solo dalla società emittente, che ne supporterà i costi e permetterà all’agenzia di rating di poter accedere a tutte le relative informazioni. In qualsiasi caso, le agenzie devono mantenere massima riservatezza sulle informazioni ricevute. Invece, le pubblicazioni delle revisioni non sono a richiesta dall’emittente ma implicitamente accettate con la domanda iniziale di rating.
· La comparabilità dei giudizi e le scale di classificazione: va sempre considerato il paese in cui opera la società emittente che varrà come limite superiore per la valutazione; per semplificare la comparazione delle varie emissioni, a ogni sigla alfanumerica è associato un determinato livello di rischio. I titoli sono suddivisi in varie classi (cinque per i titoli a breve e dieci per i titoli a lungo termine) e sottoclassi. In più è fatta una distinzione tra i titoli di tipo investment grade (rientrano nelle prime quattro classi) e speculative grade.
Per arrivare a una valutazione finale vi è un preciso iter d’assegnazione:
· Richiesta da parte dell’emittente: l’attribuzione del rating può essere richiesta solo su iniziativa del soggetto emittente; sono dapprima definiti diritti e doveri nei confronti dell’agenzia: i doveri riguardano la disponibilità a fornire tutte le informazioni utili e l’accettazione di tutti i processi di revisione successivi, i doveri riguardano la riservatezza che l’agenzia deve mantenere.
· Raccolta dati e analisi: in una prima riunione, sono richiesti dall’agenzia di rating tutti i documenti di carattere generale (bilanci, budget revisionali…) degli ultimi cinque anni e dei prossimi tre; in più sono considerate tutte le informazioni in merito all’emissione in oggetto; gli analisti raccolgono informazioni anche in merito all’ambiente e al settore in cui l’emittente opera per individuare i punti di forza e di debolezza. Tutti queste informazioni sono discusse nelle successive riunioni al fine di analizzare i momenti cruciali e fattori decisivi per il futuro; tutta l’analisi è volta a conoscere e comprendere gli elementi che possono influenzare e determinare il rischio di credito.
· Assegnazione e pubblicazione del rating: l’insieme dei dati raccolti sono raccolti in un dossier che è presentato al vaglio del comitato di rating insieme con una proposta di rating da parte degli analisti; il comitato può sia accettarla sia chiedere di riconsiderarla ma in qualsiasi caso, la decisione finale è presa all’unanimità. Questo giudizio finale è notificato all’emittente che può:
· Accettare: l’agenzia provvede alla sua pubblicazione e alla massima diffusione (con una nota esplicativa.)
· Rifiutare o chiedere la riconsiderazione: l’agenzia resta legata all’impegno di confidenzialità ma l’impresa non potrà utilizzare l’analisi effettuata dall’agenzia (senza il suo consenso.)
· Sorveglianza ed eventuale rerating il rating ottenuto, raramente rimane stabile nel tempo, infatti, periodicamente è sottoposto a verifica al fine di mantenere in ogni momento la precisione del giudizio. Quest’attività di monitoring è basata sul continuo rapporto che sussiste tra emittente e agenzia di rating (attraverso riunioni, invio di documenti). Il comitato di rating, al termine della revisione, può decidere se modificare o mantenere invariato il merito di credito. Qualora accadessero eventi particolari, l’agenzia può sottoporre le emissioni a revisioni speciali (ultimamente dovute a scelte di politica finanziaria!).
I criteri di valutazione adottati dagli analisti nello studio di ogni singola emissione si basano su un’analisi:
· Macroeconomica: gli analisti studiano l’ambiente in cui l’impresa opera raccogliendo informazioni di ogni tipo sul paese di residenza della stessa e si concentrano sul settore industriale di attività: considerano il ruolo svolto dall’impresa all’interno sia dell’economia nazionale, considerando anche i vari rapporti che essa intrattiene con le più alte cariche governative, sia all’interno del mercato, procedendo al confronto con aziende concorrenti affine per caratteristiche e analizzando lo stesso mercato.
· Microeconomica: dal punto di vista qualitativo gli analisti valutano la capacità dell’impresa di generare liquidità nel futuro al fine di far fronte alle proprie obbligazioni, analizzando le strategie della stessa e la loro influenza sui cash flows, la veridicità dei budget, e la fattibilità dei piani; dal punto di vista quantitativo, analizzano la flessibilità della politica finanziaria e quindi i ratios che permettono di individuare i punti di forza e di debolezza del sistema finanziario e confrontano varie aziende con quella in esame; inoltre, si presta attenzione alla situazione debitoria e alle operazioni condotte all’estero; dal punto di vista organizzativo, è attribuita grande importanza alla struttura del gruppo di cui l’impresa fa parte, ai sistemi di controllo e all’esperienza e qualità del management.
Dopo aver condotto questo tipo di analisi sull’azienda, si focalizzano all’emissione cui si dovrà dare il rating: analizzano il perché di questa emissione e la sua caratteristica tecnica e legale (fondamentali per la sicurezza del sottoscrittore). Dopo queste analisi, le considerazioni del team degli analisti sono raccolte e al momento di esprimere un giudizio vi sarà una valutazione personale del rater che si esprimerà in merito alle reali possibilità dell’emittente di poter adempiere, in qualsiasi condizione operativa, ai relativi pagamenti.
La funzione principale del rating è di medium e filtro informativo tra risparmiatori e debitori.
Esso consente: agli investitori di ottenere una precisa e affidabile informazione sul rischio di credito di un determinato titolo e alle imprese di rivelare ai mercati l’effettiva capacità debitoria senza dover pubblicizzare informazioni riservate.
Queste considerazioni, spingono le imprese a richiedere il rating con effetti positivi che si riflettono su:
· Costo d’emissione: la commissione delle agenzie di rating è circa lo 0,02% dell’ammontare nominale dei titoli ma va considerato “l’abbonamento” che le imprese pagano per la valutazione delle emissioni future e per il rerating. È ovvio che il rating condizioni il costo d’emissione giacché esso stesso indica il premio che gli investitori dovrebbero richiedere in funzione del rischio; in più va considerato “l’effetto rating” sul tasso d’interesse offerto. Tasso medio di un titolo Baa>di un tasso medio Aaa
· Collocamento dei titoli: si ha la possibilità di accedere a dei mercati altrimenti irraggiungibili; avendo un buon rating, le imprese possono spuntare migliori condizioni sui tassi offerti ma anche incrementare la quantità dei titoli da emettere. Il rating, se ottimo, acquista una funzione pubblicitaria dell’impresa nei confronti del mercato e quindi fa aumentare la marketability delle future obbligazioni aumentando la loro liquidità sul mercato secondario. Naturalmente, considerando sempre la possibilità del rerating.
· Gli investitori: il rating svolge una funzione di selezione dei titoli da acquistare (si unisce ai parametri quali il rendimento e alle altre caratteristiche offerte).
Punto di forza del rating è la semplicità d’uso, che consente una rapida valutazione della qualità dei titoli, e la possibilità di comparare più titoli anche completamente diversi; inoltre può fornire un’indicazione circa la liquidità futura del titolo da acquistare.
Un limite individuabile nel rating è che solo le imprese migliori chiederanno di essere analizzate mentre le altre imprese non avanzeranno nessuna richiesta.

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